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SUMMARY:Casera Ceresera
DESCRIPTION:Si parte dal Passo Crosetta (1.118 m) imboccando il sentiero CAI n. 991 che\, con vari saliscendi\, ci condurrà al Rifugio Maset. Si proseguirà per Casera Cervera\, per carrareccia\, per poi arrivare a Casera Ceresera (1.347 m). \nIl ritorno avverrà per la Candaglia e Crosetta.
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SUMMARY:Trodo delle acque
DESCRIPTION:Il trodo delle acque collega il centro di Segusino con l’incantevole borgo di Stramare\, passando per la valle dei mulini. Si tratta di una breve passeggiata lungo un  facile sentiero  che risale il corso del torrente Riù. Lungo il percorso si incontrano suggestivi ruderi di vecchi mulini\, cascatelle e ponticelli. \nArrivati nel caratteristico borgo di Stramare si proseguirà per un sentierino piuttosto ripido per arrivare all’altrettanto pittoresco borgo di Milies. \nIn questo periodo prenatalizio i due borghi si popolano di ogni sorta di presepe: classici\, moderni\, strani ma soprattutto testimoni di un’antica tradizione di fede. \nIl ritorno sarà per la stessa via dell’andata.
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SUMMARY:Rifugio Antelao
DESCRIPTION:Da Pozzale (1.054 m) prenderemo il sentiero CAI n. 253 per Costanuda – Le Grave e proseguiremo fino a Forcella Antracisa (1.693 m) dove incroceremo il sentiero CAI n. 250 che in breve ci porterà al rifugio (1.796 m). Il Rifugio Antelao è adagiato sulla sella prativa di Pradònego\, sotto le Crode di San Pietro\, con ampio panorama su Crìdola\, Spalti di Toro\, Monfalconi\, Duranno\, Cima dei Preti e sulla dorsale meridionale delle Marmarole Centrali.  \nSe le condizioni atmosferiche e le nostre gambe ce lo consetiranno\, da forcella Antracisa\, potremo tornare per la carrareccia/sentiero n. 252 che ci riporterà al luogo di partenza. È un’uscita piacevole e senza difficoltà tecniche che ci permetterà di godere di un vasto panorama e dei colori autunnali della montagna.
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SUMMARY:Lago dei Vach
DESCRIPTION:Da Pralongo\, frazione di Forno di Zoldo\, ha inizio il percorso che conduce al laghetto dei Vach lungo la Val del Zoc. \nLa strada\, in parte asfaltata\, arriva prima all’agriturismo Casera del Pian e poi\, attraverso un bosco di faggi e abeti rossi\, al laghetto. \nLungo il percorso il panorama si apre dapprima sulle cime del Tamer e del San Sebastiano e\, più lontano\, del Pelmo. Potremo fotografare le cime che si specchiano nel laghetto e\, poco distante\, la maestosa cascata che lo alimenta. \nLa strada di ritorno\, più o meno lunga come quella dell’andata\, attraverso qualche saliscendi nel bosco\, ci porterà all’abitato di Colcerver con i suoi caratteristici tabià e l’antica e suggestiva chiesetta dedicata ai Santi Ermagora e Fortunato. \nDa Colcerver si scenderà per sentiero e si ritornerà a Pralongo.
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SUMMARY:Tramonto sul Monte Pizzoc
DESCRIPTION:Approfitteremo della vicinanza di questa montagna per salire di pomeriggio e attendere il tramonto con i colori che di solito il vasto panorama assume in ottobre. \nCome ben sappiamo\, la vista dalla sommità del Pizzoc si estende a 360 gradi a partire dalla pianura fino alle cime Dolomitiche. \nAl crepuscolo le luci della pianura si accendono mentre verso nord il cielo si oscura\, rivelandoci miriadi di stelle. \nSe il tempo ce lo permetterà potrà essere un ottimo banco di prova per la fotografia notturna. \nNon è detto che non si possa terminare l’uscita fotografica con una buona cena in compagnia a suggello della serata.
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SUMMARY:Rifugio Rosetta
DESCRIPTION:Partiremo dal parcheggio cabinovia a San Martino di Castrozza per portarsi in quota al rifugio Col Verde (1.965 m). Da qui prendiamo il sentiero CAI n. 701 che ci porterà al passo Rosetta. Dopo una serie di tornanti su un sentiero piacevole e molto panoramico \,al bivio sotto il dente del Cimone e la cima Corona\, proseguiremo per il rifugio Rosetta-Pedrotti. Si prosegue con una pendenza costante e\, dopo un attraversamento sotto il Cimon della Pala\, iniziamo dei tratti attrezzati con corda e parapetti di protezione ma molto semplici e sicuri senza alcuna difficoltà. \nArrivati al passo Rosetta si raggiunge Cima Rosetta (2.742 m)\, da dove possiamo ammirare un bellissimo panorama sulle Pale di San Martino e una vista a 360° che sembra un paesaggio lunare. \nIl ritorno è previsto nello stesso percorso\, scendendo al parcheggio senza la cabinovia.
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SUMMARY:Rifugio Berti
DESCRIPTION:Partiremo dalla Val Grande\, poco dopo il paese di Padola\, in Comelico Superiore\, dove imbocchiamo l’ex strada militare con segnavia CAI n. 155 che ci porterà verso forcella Pian della Biscia. Dalla forcella in breve tempo raggiungeremo la cima di Monte Colesei\, punto panoramico sul Gruppo del Popera\, sulla Val Comelico\, sulle Alpi Carniche e sulle Creste di confine italo-austriache. Dalla forcella seguiremo il sentiero 15A\, che ci porterà a visitare esternamente le imponenti fortificazioni del Vallo Alpino Littorio\, alla base della parete nord-est della Croda Sora i Colesei. Prenderemo poi il sentiero CAI n. 124 che\, passando sotto il creston Popera e per l’ex rifugio Sala\, ci condurrà al rifugio Berti. Da qui proseguiremo sul sentiero CAI n. 101 verso il rifugio Selvapiana Lunelli e poi alle nostre auto. \nÈ un escursione mediamente lunga con un discreto dislivello che si sviluppa quasi totalmente nella prima parte dell’itinerario. Da prestare particolare attenzione in un unico tratto tra l’ex rifugio Sala e il rifugio Berti. L’escursione ci porterà in ambienti molto belli ma altrettanto fragili\, dove potremo valutare l’incidenza dell’uomo in tutte le strutture costruite e poi abbandonate. Non mancheranno importanti fioriture\, soprattutto nei ghiaioni.
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SUMMARY:Trodo dei fiori
DESCRIPTION:Il sentiero botanico naturalistico Trodo dei fiori\, nel Gruppo dei Lagorai è un percorso di notevole interesse botanico-naturalistico\, ma anche geologico e storico. \nIl percorso vanta circa 300 specie di fiori\, alcuni contrassegnati da appositi  cartellini. \nLe  diverse varietà botaniche sono dovute alla duplice geologia del sentiero formato da terreni calcarei e da terreni acidi del granito di Cima d’Asta. \nIl sentiero inizia dal Passo Broccon ( 1.615 m)\, ricalcando in parte la vecchia mulattiera della Prima Guerra Mondiale. Ammirando le belle fioriture\, raggiungeremo la cima del Col de la Boia (2.066 m). Da qui godremo di un panorama grandioso sul gruppo dei Lagorai. \nDopo una meritata sosta\, un bel sentiero che taglia in diagonale il Col de la Boia\, ci riporterà al Passo Broccon.
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SUMMARY:Moggessa di Quà e di Là
DESCRIPTION:Imboccando il sentiero CAI n. 418\, si inizia a salire costeggiando il greto del Rio di Palis. A quota 667 m si raggiunge una sella dove è collocata una piccola cappella votiva: questo è il punto più elevato della nostra escursione. Da qui si scende in diagonale\, lungo un sentiero molto eroso\, attraversando il suggestivo vallone del Rio Moggessa. \nDopo aver costeggiato\, in salita\, dei caratteristici muretti a secco si arriva al borgo di Moggessa di Qua abbandonato dopo il devastante terremoto del 1976. Lasciato questo suggestivo borgo si scende fino ad oltrepassare un ponticello sul Rio Mulin e si risale il sentiero fino ad arrivare a Moggessa di Là. \nQuesto borgo\, meno danneggiato del precedente\, conserva quasi intatta la struttura architettonica primitiva di borgata di montagna; vecchi cortili\, fontanelle e ballatoi in legno.\nDopo molte fotografie e una sosta ristoratrice\, immersi nel silenzio di luoghi dove il tempo sembra essersi fermato\, ci incamminiamo sullo stesso percorso dell’andata per tornare al luogo di partenza.
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SUMMARY:Malga Nemes
DESCRIPTION:Partiremo dal passo Monte Croce Comelico\, dove imbocchiamo la mulattiera con segnavia n. 131 che ci porterà verso gli altopiani al confine con l’Austria. La strada è molto battuta\, risale dapprima in un bosco di conifere e poi per prati fino a raggiungere Malga Nemes. Da qui proseguiremo poi sul sentiero n. 156 verso Malga Coltrondo\, di fronte alle Dolomiti di Sesto e al cospetto del col Quaternà. Dopo una meritata sosta ritorneremo verso il passo Monte Croce Comelico\, tramite il sentiero n. 149. \nÈ un’escursione semplice e adatta ai più\, con pendenze dolci e di contenuto dislivello\, ma rimane lunga da percorrere. È una zona molto conosciuta ma tra le più belle delle Dolomiti\, spesso minacciata dal turismo mordi e fuggi sempre più diffuso. Cercheremo di trovare spazi con panorami immacolati\, cosi da realizzare qualche scatto particolare e ci potremo confrontare sulla fragilità di questo ambiente. \nNota: uscita congiunta tra il gruppo fotografico e il gruppo di escursionismo. Per le iscrizione fare riferimento a Mauro Girotto (escursionismo) e Marco Meneguz (gruppo fotografico).
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SUMMARY:Grotta del Paranco
DESCRIPTION:Escursione speleologica e fotografica in collaborazione con il Gruppo Speleologico Sezionale. \nRipeteremo l’uscita dello scorso anno in questa meravigliosa grotta ricca di concrezioni; stalattiti\, stalagmiti\, vele e cannelle di ogni dimensione si innalzano dal pavimento e pendono dal soffitto\, talvolta collegandosi\, formando una foresta incantata. \nAndare in grotta con gli specialisti del Gruppo Speleo dà sicurezza e ci permette di godere della bellezza incontaminata del luogo e di concentrarci sulla “speleo fotografia”.  \nEquipaggiamento: casco\, torcia frontale a led\, scarponi e abbigliamento da montagna\, possibilmente impermeabile\, ricambio completo da tenere in auto.
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SUMMARY:Anello di Pinzano
DESCRIPTION:Cascate\, fiumiciattoli da attraversare\, profumi di bosco e panorami mozzafiato sulla pianura friulana: l’anello di Pinzano è un’escursione adatta a tutti\, in un bosco lontano dalla confusione e dal traffico\, ideale per godersi una semplice passeggiata in un contesto montano non troppo elevato.  \nQuesto giro di circa 9 km e 400 metri di dislivello ad anello non presenta difficoltà tecniche. Lungo il percorso attraverseremo in più punti un torrentello\, incontreremo cascatelle\, siti storici e caprette al pascolo.
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SUMMARY:Rifugio Maniago
DESCRIPTION:Si parte dai pressi di Casera Mela (1.180 m) e si prende la strada sterrata che sale verso la Cava Buscada. Dopo lunghi tratti nel rado bosco di larici\, ed alcuni tornanti\, sulla destra si troveranno le indicazioni del sentiero CAI n. 381 per la Casera Bedin di sopra (1.720 m). Il panorama è splendido sulle montagne circostanti incorniciate dal colore che i larici assumono nella stagione autunnale. Raggiunta la casera si prosegue sempre sullo stesso impervio sentiero\, con continui saliscendi\, fino al rifugio Maniago (1.730 m). \nQui si sosterà per una pausa ristoratrice e per godere “fotograficamente” del paesaggio\, dominato dal possente massiccio del monte Duranno. \nIn autunno non è raro incontrare camosci o stambecchi che pascolano nei prati attorno al rifugio. \nSi scenderà poi lungo il sentiero CAI n. 374 che ci riporta a Casera mela lungo la Val Zemola.
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SUMMARY:Rifugio Vualt
DESCRIPTION:Ci troviamo nelle Riserva Naturale regionale della Val Alba\, istituita nel 2006: è collocata nel settore orientale delle Alpi Carniche meridionali\, a contatto con le Alpi e Prealpi Giulie e si estende per quasi 3000 ettari nel comune di Moggio Udinese. \nDall’abitato di Moggio Udinese si seguono le indicazioni per la riserva della Val Alba\, superando prima l’abitato di Pradis e poi continuando per circa 15 minuti lungo la strada asfaltata\, fino a raggiungere un evidente parcheggio a quota (1.035 m). \nDa qui prenderemo il sentiero CAI n. 428A che ci porterà nel cuore della Riserva fino ad incrociare il sentiero CAI n. 428. Con una deviazione verso sinistra passeremo nei pressi della Casera Rifugio Vualt e proseguiremo fino al Fontanon\, sorgente del Rio Alba\, sotto le Crete di Gleris. Sul percorso troveremo i resti di un antico forno per la calce e un grande ricovero militare risalente al primo conflitto mondiale. \nRitorneremo poi al rifugio Vualt dove sosteremo. \nDal rifugio potremo tornare in breve tempo al punto di partenza attraverso una strada sterrata.
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SUMMARY:Grotta del Paranco
DESCRIPTION:Escursione speleologica e fotografica effettuata in collaborazione con il Gruppo Speleologico Sezionale.  \nL’ingresso della Grotta è costituito da un cunicolo iniziale che sfocia in un vano a cui segue un bell’esempio di canale di volta. La galleria\, poi\, si amplia formando\, un ampio vano il cui suolo è invaso da blocchi di piccole dimensioni\, in parte cementati da un sottile strato di calcite. Una grande colata riduce sensibilmente la sezione della galleria. Uno stretto passaggio immette nell’ambiente più vasto della cavità. Dal soffitto pendono lunghi ed esili cannelli ed imponenti gruppi di colonne sembrano sostenere la volta che\, per una trentina di metri\, si mantiene alta mediamente dai 4 ai 7 metri\, per poi innalzarsi bruscamente fino ai 15-17 m.  \nLa cavità prosegue in direzione Sud con uno stretto cunicolo ricavato tra la roccia e la colata calcitica; la parete è riccamente adornata da formazioni cristalline. Il cunicolo sbocca in una stanzetta riccamente concrezionata. Il centro del soffitto\, dove la roccia non è stata ancora concrezionata\, è solcato dal canale di volta che\, verso la parte terminale della galleria\, tende gradualmente a sparire. Ai lati pendono stupende stalattiti\, completamente ricoperte da cristalli di calcite. \nEquipaggiamento: casco\, torcia frontale a led e pile di ricambio\, scarponi e abbigliamento da montagna possibilmente impermeabile\, ricambio completo da tenere in auto.
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SUMMARY:Strada delle gallerie del Pasubio
DESCRIPTION:Partiremo da Bocchetta Campiglia\, dove imbocchiamo la mulattiera con segnavia CAI n. 366 che\, con una serie di tornanti\, ci fa guadagnare velocemente quota. Percorreremo varie gallerie\, alcune con uno sviluppo particolare\, fino ad arrivare nell’impluvio della val Camossara. \nSuperata la ripida pendenza proseguiremo in falso piano verso il Passo Fontana d’Oro\, che sfioriamo solamente\, proseguendo poi con una leggera salita fino poco sotto i 2.000 metri di quota. Da qui scenderemo le ultime due gallerie fino al rifugio Achille Papa\, dove pernotteremo. \nIl giorno seguente prenderemo la strada degli Scarrubi che\, passando per malga Campiglia\, ci porterà al punto di partenza. \nÈ un escursione bella e panoramica che richiede però molta attenzione e passo fermo sia nelle gallerie che nei tratti esposti. Ci darà diverse opportunità fotografiche sia lungo la mulattiera ma anche la sera\, dove potremmo approfittare di qualche scatto notturno.
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SUMMARY:Col Duro
DESCRIPTION:Questo itinerario ci porterà su una panoramica cima dalla quale la vista spazia a 360° sulle Dolomiti. \nLasciate le auto sulla strada che sale alla forcella Cibiana\, seguendo il sentiero CAI n. 494\, arriveremo alla Forcella di Val Inferna e da qui alla vetta del Col Duro attraverso una distesa di rododendri in fiore. \nUna volta ridiscesi e recuperate le auto\, scenderemo fino alla località Cornigian e da qui\, con un breve sentiero raggiungeremo Arsiera. \nDimenticato e immerso in boschi selvaggi\, Arsiera è un antico borgo abbandonato\, abitato un tempo dai minatori che lavoravano nelle vicine miniere di galena e blenda. \nQui ci prenderemo un pò di tempo per cogliere con i nostri obiettivi gli aspetti più significativi di questo villaggio.
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SUMMARY:Fumegai e le contrade abbandonate
DESCRIPTION:Partiremo dal Ponte della Vittoria\, nel comune d’Arsiè e saliremo verso l’abitato abbandonato di Fumegai. Passeremo per altre contrade semi abbandonate come Boldi\, Toescat\, Bernardi\, Madalozzo dove visiteremo un’abitazione lasciata com’era negli anni 40. Al termine del sentiero ritorneremo al paese di Arsiè dove abbiamo lasciato le auto. \nLungo il percorso ci fermeremo spesso per cogliere i nostri spunti fotografici.
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SUMMARY:Colcerver e lago del Vach
DESCRIPTION:Da Pralongo\, frazione di Forno di Zoldo\, ha inizio il percorso che conduce al laghetto dei Vach lungo la Val del Zoc. La strada\, in parte asfaltata\, arriva prima all’agriturismo Casera del Pian e poi\, attraverso un bosco di faggi e abeti rossi\, al laghetto. Lungo il percorso si iniziano a vedere le cime del Tamer e di San Sebastiano e\, più lontano\, del Pelmo. Le cime si specchiano nel laghetto e\, poco distante\, potremo vedere la cascata che lo alimenta. \nLa strada di ritorno\, più o meno lunga come quella dell’andata\, attraverso qualche saliscendi nel bosco\, ci porterà all’abitato di Colcerver con i suoi caratteristici tabià e la chiesetta dedicata ai Santi Ermagora e Fortunato. \nDa Colcerver si scenderà per un sentiero fino a Pralongo dove abbiamo lasciato le auto.
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SUMMARY:Gena Bassa - Gena Alta
DESCRIPTION:Ci sono più motivi d’interesse per visitare la Valle del Mis\, circondata da montagne affascinanti e misteriose\, impenetrabili ed impraticabili per l’escursionista “normale”. Sono il cuore selvaggio delle Parco Nazionale  Dolomiti Bellunesi. \nLa Valle era abitata da centinaia di persone\, con il gruppo più numeroso ubicato a Gena Alta (800 m) che si raggiungeva a piedi dalla strada statale che attraversava tutta la valle e dove c’erano la scuola\, l’ufficio postale\, una bottega e una tabaccheria. La gente era principalmente dedita all’attività di boscaiolo e carbonaio. Il paese venne bruciato durante i terribili rastrellamenti nazisti del 1944 e ricostruito nel dopoguerra. \nGli eventi che causarono il definitivo spopolamento furono principalmente tre: la costruzione del lago artificiale nel 1963\, la grande alluvione del 1966 che devastò pesantemente la valle ed il conseguente fenomeno dell’emigrazione. Oggi è chiamato “paese fantasma” anche se si vede qualche timido tentativo di recupero di edifici da adibire a casa vacanza. \nDurante la gita\, visiteremo anche la cascata della Soffia\, situata a valle\, dove la vecchia scuola è stata trasformata in ristoro\, e i Cadini dal Brenton\, 15 cavità naturali scavate nella roccia nel corso dei secoli dal torrente Brenton che poi confluisce nel torrente Mis. Se il tempo ce lo consentirà\, con un facile percorso di 4 km. e dislivello di 250 metri\, faremo un giro in Val Falcina\, lungo il “sentiero natura”. \nNota: Su disposizione del CAI Centrale (vedi comunicazione)\, per la partecipazione alle attività sociali è necessario essere in possesso del “Green Pass rafforzato”.
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SUMMARY:Monte Cesen
DESCRIPTION:L’uscita sarà sulla Via dei Mulini con partenza da Segusino e arrivo nei borghi di Stramare e Milies sul Monte Cesen.
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SUMMARY:Moggessa di Qua e Moggessa di Là
DESCRIPTION:Imboccato il sentiero CAI n. 418\, si inizia a salire costeggiando il greto del Rio di Palis. A quota 667 m si raggiunge una sella dove è collocata una piccola cappella votiva: questo è il punto più elevato della nostra escursione. Ora inizia la discesa in direzione di Moggessa di Qua attraversando il suggestivo vallone del Rio Moggessa. Si procede ancora con una lunga diagonale attraversando\, quasi in falsopiano\, un tratto molto eroso finchè\, dopo una salita in cui la mulattiera è contornata da caratteristici muretti a secco\, ecco comparire le prime case diroccate e abbandonate di Moggessa di Qua (quota 510 m). Poco più avanti troviamo il nucleo più consistente del borgo\, abbandonato dopo il devastante terremoto del 1976. Il tempo sembra essersi fermato e l’atmosfera è davvero suggestiva. \nSi inizia a scendere attraversando un bosco sotto al quale scorre la forra del Riu del Mulin. Dopo averlo attraversato su un ponticello\, inizia l’ultima risalita che in breve porta a Moggessa di Là (quota 530 m). Questo borgo è stato meno danneggiato dal terremoto rispetto all’altro e per questo conserva quasi intatta la struttura architettonica primitiva di borgata rurale di montagna.  Vecchi cortili\, fontanelle\, ballatoi in legno e la pittoresca “casa degli archi” sono davvero caratteristici. \nDopo un bel pic nic al sole\, immersi nel silenzio di luoghi dove il tempo sembra essersi fermato\, ci incamminiamo sullo stesso percorso dell’andata per rientrare al punto di partenza.
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SUMMARY:San Giovanni del Timavo
DESCRIPTION:Lasciate le auto nei pressi delle foci del fiume Timavo\, a San Giovanni del Timavo\, si imbocca un sentiero che permette di raggiungere il Castello di Duino (visitabile). Poco lontano si prenderà il sentiero panoramico dedicato al poeta tedesco Rainer Maria Rilke che soggiornò nel castello nei primi del novecento\, ospite dei principi Thurn und Taxis. Il sentiero\, a picco sul mare\, costeggia la Riserva naturale delle falesie e raggiunge il paese di Sistiana con il suo pittoresco porticciolo. Il panorama sul mare è magnifico e in novembre viene arricchito dal rosso dei cespugli di sommacco abbarbicati sulle rocce. \nL’itinerario proseguirà verso Aurisina\, sempre costeggiando il mare\, fino ad arrivare\, attraverso un tratto della via della salvia\, alla vedetta Slataper. \nIl ritorno si effettuerà per lo stesso percorso di andata.
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SUMMARY:Bosco degli Eroi
DESCRIPTION:Il percorso tematico è un affascinante intreccio di Natura\, Arte e Storia attorno al tema della Grande Guerra\, considerato in un’ottica di pace. \nIl sentiero ombreggiato dalle fronde di abeti bianchi e rossi è una camminata ad anello adatta a tutti. Il tragitto per alcuni tratti segue percorsi come l’antica mulattiera Cadorna\, l’anello naturalistico del Grappa (versante bellunese) e l’Alta via degli Eroi. \nDopo la partenza\, dietro il rifugio Bocchette\, si prosegue sul falso piano arrivando a Ca’ Tasson\, dove si scorgono ancora i due spuntoni di roccia che fungevano da avamposto degli eserciti avversari. Si prosegue verso Cason dei Lebi (quota 1466 m)\, per raggiungere il centro didattico Valpore. Da qui si seguono le indicazioni per il Rifugio Bocchette\, per ritornare al punto di partenza.\nL’itinerario è al centro delle montagne il cui nome è entrato nella storia della Grande Guerra: a sud il Monte Grappa\, ad ovest il Pertica\, a nord il Monte Prassolan e ad est Col dell’Orso. Lungo il percorso si incrocia il celebre costone di Ca’ Tasson\, luogo di aspri scontri\, sede di trincee e caposaldo sia italiano che austriaco. A pochi metri di distanza\, i soldati dei due schieramenti si disputavano il controllo strategico del sito. \nLe numerose malghe della zona testimoniano la vocazione agricola della conca delle Bocchette\, le vaste conche prative di origine glaciale sono destinate all’alpeggio da tempi remoti.
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SUMMARY:Giro delle tre Cime di Lavaredo
DESCRIPTION:Classico itinerario da fine stagione questo giro delle Tre Cime di Lavaredo. Si parte dal Rifugio Auronzo ma\, questa volta\, si gira in senso orario\, puntando alla forcella del Col de Mezo. Superata la forcella scendiamo verso i laghetti di Col Forcellina dai quali abbiamo una maestosa vista sulle pareti Nord delle Tre Cime. Dal Pian di Rienza risaliamo un erto pendio fino ad arrivare al Rifugio Locatelli. Da qui il nostro sguardo spazia sulla miriade delle cime circostanti con panorami mozzafiato: Monte Paterno\, Torre di Toblin\, Croda Rossa\, Cima Undici\, Cima Dodici.\nLasciato il rifugio dopo la pausa pranzo\, ci dirigiamo verso il Rifugio Lavaredo e la forcella omonima passando sotto le pendici del Monte Paterno. Da quest’ultima forcella il panorama si apre sulle mille guglie dei Cadini di Misurina. Ancora un breve tratto e una sosta alla Cappella degli Alpini e ritorniamo al Rifugio Auronzo. Credo che ci siano pochi luoghi al mondo più fotografati delle Tre Cime ma starà alla bravura dei nostri fotografi saper cogliere inquadrature originali e nuove.
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SUMMARY:Rifugio Torre di Pisa
DESCRIPTION:Partiremo dall’Alpe di Pampeago in direzione rifugio Passo Feudo\, seguendo il segnavia CAI n. 504. Proseguiremo poi tramite il sentiero CAI n. 516 fino al Rifugio Torre di Pisa\, meta finale del primo giorno. Pernotteremo in un vero e proprio nido d’aquila\, dove sarà possibile dedicarci alla fotografia notturna. Poco dietro al rifugio si potrà ammirare la meravigliosa guglia denominata Torre di Pisa. La mattina ripartiremo verso forcella dei camosci\, per poi prendere il sentiero CAI n. 18 fino al Rifugio Oberholz; proseguiremo fino a malga Mayrl per concludere il giro al punto di partenza.\nSarà un escursione molto bella e panoramica\, dove le occasioni fotografiche non mancheranno.
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SUMMARY:Laghi della Val d'Inferno
DESCRIPTION:Raggiunta la Valsugana si gira per Strigno e si prosegue per la Val Campelle fino al Rif. Carlettini (1.368 m) dove si parcheggia.\nSi prende il sentiero L31 intitolato ad Augusto e Dante dei Nomadi e subito si entra nel fitto bosco che si dirada solamente quando si arriva a Baita Cacciatori (1.763 m).\nIl tempo di una prima sosta per riprendere fiato\, da lì si continua su sentiero aperto fino al lago Nassere (2.063 m).\nVisto il lago proseguiamo sul sentiero CAI n. 360 che ci porta a scavallare la forcella\, per scendere al Baito Lastei dove ci fermeremo per il pranzo e per ammirare da la cima della Buse Todesche fino alla cima Orsera\, poi a scendere ai laghetti della Val d’inferno (1.955 m).\nDopo la sosta riprendiamo la discesa fino al ponte Caldenave (1.790 m). Qui La radura che si apre verso il colle sul quale sorge la Malga Caldenave è solcata dai magnifici meandri delle trasparenti acque del Rio Caldenave.\nL’escursione prosegue sul sentiero CAI n. 332 prima su sentiero sulla destra orografica del torrente Caldenave con le sue infinite cascatelle\, poi dopo il ponte Campivelo (1.500 m) su carrareccia fino al Rif. Carlettini.
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SUMMARY:Val Franzei
DESCRIPTION:Partiremo da Sottoguda ad una altitudine di 1370 m e\, percorrendo prima una mulattiera e poi un ripido sentiero nel bosco (segnavia CAI n. 688)\, arriveremo alla splendida conca prativa della Val Franzei. Questa valle solitaria piena di baite è percorsa dal Rio Franzei; è ricca di una splendida flora alpina\, come la genziana maggiore e la pulsatilla\, ma sarà possibile incontrare una fauna altrettanto ricca. Sono stati visti caprioli\, marmotte e gallo forcello.\nRientreremo dallo stesso sentiero d’andata.
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SUMMARY:Col Visentin
DESCRIPTION:La salita percorre il pezzo di cresta che collega il Nevegal con la vetta di Visentin\, su un’ampia strada forestale. Il panorama è molto vasto\, sia sul versante trevigiano che su quello bellunese. Sperando in una giornata limpida\, sarà possibile ammirare\, in primo piano\, la conca bellunese dominata dalla Schiara. In secondo piano\, si potranno ammirare i colossi dolomitici (Pelmo\, Civetta\, Antelao). Verso la pianura\, invece\, la vista spazia fino alla Laguna di Venezia. \nRaggiunta la località sciistica del Nevegal\, si prosegue fino al ristorante “La Casera” (1.400 m)\, dove si parcheggia. Si imbocca la strada forestale diretta al Monte Faverghera (1.611 m)\, fin da subito panoramica sulle Dolomiti\, sul Lago di Santa Croce e sui monti dell’Alpago. Il percorso è segnalato con il segnavia n. 13\, risale la lunga e panoramica cresta fino al Rifugio 5ª Art. Alpina\, posto sulla cima del Col Visentin (1.763 m). Il Rifugio è aperto anche durante la stagione invernale\, offre un punto di ristoro riscaldato dove sarà possibile pranzare. Per la discesa\, invece di seguire la cresta\, si può seguire la strada forestale che ci condurrà prima al Rifugio Bristot (1.616 m) e poi al rifugio ex Brigata Cadore. Da qui\, in breve\, si raggiungeranno le auto. \nL’itinerario potrà essere ridotto o modificato in base all’innevamento e al pericolo di valanghe.
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SUMMARY:Baita Col Mont
DESCRIPTION:Partiremo dal Rifugio Lagazzon\, posto nei pressi dell’omonima forcella\, sopra l’abitato di Vallada Agordina. Seguiremo la strada sterrata fino al bivio con il sentiero CAI n. 687 che seguiremo poi verso nord fino alla Baita Col Mont. Il ritorno sarà per lo stesso sentiero di salita.  \nL’escursione è mirata a cogliere gli aspetti naturalistici e faunistici delle Cime d’Auta. Si svolgerà in un bosco misto\, con prevalenza di Larici\, fino ai prati attorno a Baita Colmont\, dove potremmo trovare un numeroso branco di stambecchi\, oltre ad un folto numero di uccelli migratori. Sarà necessario un abbigliamento adeguato (non appariscente) e limitare i rumori.
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